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venerdì 3 maggio 2019

INTERVISTA: Irene Iberti di Never give up edito da Lettere Animate

Buona sera readers, oggi ospitiamo Irene Iberto, autrice del libro Never Give Up edito da Lettere Animate.


INTERVISTA 

1-Chi è Irene Iberti “persona” e non scrittrice?

Non e’ facile rispondere a questa domanda, sono un gran mix: dolce ma caparbia, quando inizio un
percorso vado fino in fondo, la mia personalità è molto forte ma allo stesso tempo sono sensibile. Amo
l’arte, la musica, la letteratura e forse proprio per questo ho una visione molto aperta del mondo che mi
circonda. Amo viaggiare, e grazie al mio carattere estroverso, non ho mai avuto difficoltà a integrarmi nei
gruppi o a fare amicizia.

2-Quando è nata la tua passione per la scrittura?

Non so dirlo con precisione, scrivo praticamente da sempre. Da piccola tenevo un diario segreto e ancora
oggi scrivo le mie giornate. Tengo molto alla mia privacy e per me scrivere è un’ottima forma di sfogo
emotivo, ti liberi da pesi che opprimono, descrivi sensazioni, ti racconti. La scrittura per me è importante
proprio per questo, infatti c’è una parte di me in ogni cosa che faccio.

3-Esistono scrittori metodici e altri istintivi, tu in quale delle due categorie ti posizioneresti?

Senza dubbio nella categoria degli scrittori istintivi, un po’ perché agire d’istinto è parte della mia
personalità ma soprattutto perché spesso mi capita di scrivere di getto, di portare su carta tutte le parole, i
discorsi o i concetti che mi ronzano in testa.

4-Hai un luogo specifico dove preferisci scrivere e che ti ispira particolarmente?

Non ho esattamente un luogo specifico dove scrivo, l’importante è che ci sia silenzio e pace. Non riesco
proprio a concentrarmi nella confusione! Io vivo a un paio di chilometri dal mare, se ho bisogno
d’ispirazione.. una passeggiata immersa nell’aria salina è la cura giusta! Sedermi sulla sabbia e col
sottofondo delle onde che si infrangono sugli scogli.. Insomma il mare è il mio luogo ideale per raccogliere
le idee.

5-Quali difficoltà hai riscontrato nella scrittura? Ti è mai capitato il famoso “Blocco dello scrittore”? Se sì
come ne sei uscita?

Avevo 17 anni quando iniziai a scrivere “Never Give Up la mia vita su carta”, di ostacoli ne ho superati
parecchi come la gestione delle pagine tanto per cominciare. Scrivere è sempre stato una parte
fondamentale della mia vita ma produrre un libro da zero è tutta un’altra cosa! L’uso corretto delle parole,
prestare attenzione alle ripetizioni.. difficoltà che sto affrontando con tanta lettura. Non mi è ancora
capitato il blocco dello scrittore ma non escludo che mi succeda.

6-Ci presenti brevemente il tuo libro e parlami dei suoi punti forti secondo te?

Never give up significa mai arrendersi in inglese. Titolo di forte impatto che riassume in tre parole il
contenuto del libro. La protagonista Denise Negri si trova faccia a faccia con un presente duro e crudele,
frutto delle conseguenze di pessime scelte nel passato. Vive una realtà quotidiana scomoda, toccherà il
fondo. La domanda è: riuscirà la protagonista a rinsavire? Beh lo saprete solo leggendo. Il fulcro del
problema, il famoso muro invalicabile che la protagonista deve decidere se scavalcare o meno. Sono, come
dice la trama, i figli del vento. Chi sono? Ragazzi spericolati, figli di nessuno, cresciuti allo sbando… la
classica compagnia sbagliata? Assolutamente sì. Un gruppo affiatato che si fa chiamare così perché vuole
sentirsi libero di agire, libero di essere, libero di emergere dallo squallore della società ove vivono ma allo

stesso tempo è un gruppo con regole ferree ed estremamente vincolanti, imposte dal proprio leader.
Hanno un simbolo identificativo, un marchio a vita, swallow, rondine, perché il tatuaggio che portano sul
polso è proprio una rondine, di solito animale libero, ma il cerchio che la circonda delimita quella libertà.
Interessante non trovate?! Il sottotitolo “La mia vita su carta” ha un significato anche quello. Non perché
sia un racconto autobiografico, questo è escluso al 100%. Solo leggendo il libro capirete questa sfumatura.
Ho cercato in tutti i modi di rendere il personaggio principale più realistico possibile per potersi
immedesimare in lei, in parte credo di esserci riuscita. Avevo 17 anni quando iniziai il libro che ho
pubblicato solo quest’anno da maggiorenne e contiene la semplicità della scrittura a 17 anni, questo lo
rende autentico agli occhi di chi lo legge solo se ci si ricorda di questo particolare. E’ una storia che
racconta di luoghi, di persone, di fatti.. I personaggi sono ispirati a persone che conosco, spesso ho giocato
con la loro personalità e chi mi conosce un po’ le riconoscerà, troveranno tracce della mia realtà, perché
come ho detto all’inizio in ogni cosa che scrivo c’è traccia di me. Inutile dire che, nonostante questo, la
storia è frutto di tanta fantasia e immaginazione.

7-Pensi in futuro di cimentarti in altri stili?

Quello che accadrà in futuro solo Dio lo sa, voglio dire che continuerò a scrivere perché non sarei più la
stessa se non lo facessi ma non so se troverò altre case editrici disposte a investire su di me. Quindi è
azzardato dire che avrò un futuro da scrittrice anche se e’ il mio sogno nel cassetto e il mio obbiettivo. Altri
stili? Credo di no. Il genere romantico-narrativo è quello che preferisco in assoluto, quindi se dovessi
prevedere il futuro penso che rimarrò sempre legata a questo genere. Il mio stile credo sia un forte
intreccio della mia personalità, non riuscirei e forse non vorrei modificarlo.

8- Adesso una domanda più pratica e ti chiedo quali canali prediligi per pubblicizzarti.

Sono alle prime armi e non sono un’esperta ma credo che oggigiorno i mezzi più efficaci siano i social
media in primis, poi giornali e riviste, ma anche il passa-parola ha il suo effetto, forse non così immediato,
ma spesso con questo sistema si ottiene un buon risultato.

9-Qual’è il tuo autore preferito?

Non ho un autore preferito. Fra i tanti prediligo Veronica Roth, autrice della saga Divergent, Stephenie
Meyer, autrice della saga Twilight. Sono le autrici che stimo di più e ho letteralmente divorato tutti i loro
libri. Per il genere romantico Nicholas Sparks è l’ideale, letture scorrevoli e storie davvero incredibili. Sono
cresciuta con libri di altro genere come Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry, davvero superlativo,
Zanna Bianca e Il buio oltre la siepe, questi tre in particolare li porto nel cuore e li rileggo sempre volentieri.

10-Concludo chiedendoti una citazione che ti rappresenta al meglio.

“Il successo non è mai definitivo, il fallimento non è mai fatale, è il coraggio di continuare che conta”.
Winston Churchill

Bene Irene, è stato veramente un piacere conoscerti meglio e sono sicura che molti lettori si rispecchieranno in te.
Il tuo libro l'ho pouto leggere ed è veramente molto carino, quindi sono sicura che la tua strada è ancora lunga e tutta in salita.

Buona fortuna per tutto e grazie mille della disponibilità!

martedì 22 gennaio 2019

(BLOGTOUR+GIVEAWAY) INTERVISTA: Annalisa Malinverno autrice di Portobello Road

Buongiorno readers, oggi ospitiamo una tappa del blogtour dedicato al libro "Rortobello Road" di Annalisa Malinverno che ho avuto il piacere d'intervistare per voi.




INIZIAMO

1- Chi è Annalisa come persona e non come autrice?
Ciao Emanuela e buona giornata anche a chi sta seguendo il Blog Tour. Sono molto felice di quest’opportunità e di potervi parlare un po’ di me. Chi sono io come persona? Mi verrebbe da dirti stupenda ma non ne sono poi così sicura e in realtà non so darti una risposta precisa perché anch’io sto cercando di capirlo e ogni giorno scopro qualcosa di me che non conoscevo. Sicuramente sono una persona semplice, creativa, socievole e di animo buono, non posso dire altrimenti, ma nella mia semplicità sono anche tanto complicata! Ecco potrei dirti che esternamente sono una persona tranquilla e serena pur essendo interiormente spesso in fermento e alla ricerca di nuove cose. E questo lo vivo dentro di me, nei miei pensieri e nelle mie giornate, talvolta anche mettendolo nero su bianco. 
2 – Quando è nata la tua passione per la scrittura?
Esattamente non ricordo quando si è accesa questa scintilla ma credo che la passione per la scrittura sia nata con me, perché se mi guardo indietro, scopro che da quando ho imparato l’abc, mi è sempre piaciuto scrivere. Fin da quando ero bambina anche scrivere le cartoline da mandare agli amici d’infanzia e parenti quando andavo in vacanza con i miei genitori, era una gioia. Passavo una giornata intera a scriverle. Non mi limitavo a mettere nero su bianco le solite frasi ma in bella grafia con tante parole raccontavo le emozioni di certi momenti straordinari vissuti in vacanza e solitamente riempivo tutto lo spazio a disposizione prima di arrivare ai saluti finali. A volte creavo dei personaggi che vivevano, parlavano e pensavano, grazie alla mia penna e li custodivo gelosamente nel mio diario segreto. Anche da ragazza sentivo il bisogno di mettere nero su bianco i miei pensieri, talvolta

venerdì 5 ottobre 2018

INTERVISTA: Alessandro Curti autore del libro "Siamo solo piatti spaiati"

Buongiorno readers, oggi torniamo con una nuova intervista e questa volta ospitiamo per una chiacchierata Alessandro Curti, autore del libro "Siamo solo piatti spaiati".





TRAMA: Davide conduce una normale adolescenza come tanti suoi coetanei: frequenta il liceo, si diverte con gli amici e discute con i genitori, fino a quando un evento non calcolato stravolge la sua vita e lo

trasporta in un mondo a lui sconosciuto. Qui incontra ragazzi molto diversi da lui e adulti di cui non si fida. Tranne Andrea, per il quale nutre una sorta di amore-odio, perché risveglia in lui riflessioni e pensieri che mai si sarebbe aspettato e che lo confondono e lo mettono in crisi. Il viaggio che intraprenderà lo cambierà in modo indelebile, restituendo al suo vecchio mondo un nuovo Davide, più consapevole di sé stesso e della realtà che lo circonda.

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INTERVISTA

1-Chi è Alessandro Curti “persona" e non autore?

Alessandro è un padre, educatore e scrittore. Purtroppo non sempre in quest’ordine. 
Sono una persona molto particolare a cui è difficile stare accanto perché il mio corpo e il mio cervello non si fermano mai, nemmeno quando dormo. Curioso e perennemente alla ricerca di nuovi stimoli per combattere il rischio di annoiarmi sono anche molto testardo e spocchioso. Non mi piace stare fermo né in un luogo né su un’idea e ho cercato di trasferire questa mia inquietudine sia nel lavoro che faccio sia nelle passioni. La mia professione è già di per sé molto movimentata e complessa e la affronto sempre con entusiasmo e voglia di fare, anche affrontando sfide che altri forse nemmeno prenderebbero in considerazione. Ma anche nella vita privata tendo a fare mille e mille cose insieme, per questo vado d’accordo con il mio editore: in due abbiamo duecento idee nuove al minuto e cerchiamo di concretizzarne quante più riusciamo.
Al netto di tutto questo ho anche qualche pregio: sono generoso e disponibile (a volte un po’ troppo, quindi questo potremmo metterlo nella colonna dei difetti perché “il troppo stroppia”).
In generale sono anche onesto, per questo non invidio chi sta al mio fianco in tutto quello che sono. Sinceramente se fossi in un altro non so quanto mi sopporterei.

IO: Direi che sei anche molto diretto e schietto...interessante!

2-Come e quando è nata la tua passione per la scrittura?

La passione per la scrittura mi accompagna da sempre, fin da quando – credo in quarta elementare – ho scritto il primo tema “importante” della mia vita (anche se la mia compagna di classe sostiene che io le abbia fregato l’idea scrivendolo poi più veloce di lei, ma credo che questo sia un falso mito visto che non ne ho memoria). Millemila anni fa, durante l’adolescenza, il mio obiettivo era di fare il giornalista per raccontare al mondo storie. Poi la vita ha deciso per me (e io sono stato d’accordo con la vita in questa scelta) e ho deviato ma non ho mai mollato la scrittura che mi ha accompagnato anche nella professione di educatore. Poi un giorno ho metaforicamente ripreso la penna in mano e ho cominciato a scrivere un blog. Da lì alla pubblicazione di quattro romanzi il passo è stato molto breve.

IO: Hahaha visti i risultati direi che è un falso mito quello della compagna di banco alle elementari hahah, magari è lei ad aver copiato l'idea del tema da te.

3-Ci sono scrittori metodici e disciplinati ed autori istintivi che si fanno guidare dal momento. Quale dei due ti rispecchia maggiormente?

Il mio primo romanzo, Padri imperfetti, è stato scritto in quindici giorni in una vacanza al mare durante la quale dedicavo due ore al giorno alla scrittura. È una storia che avevo già in testa da tempo e l’ho scritta di getto, in modo molto emotivo. Questa metodologia mi aiuta ma sono consapevole che non è sufficiente e quindi sono cresciuto anche in questo: ora, pur continuando a scrivere di getto, ho imparato a fermarmi e riflettere, a limare e riscrivere, ad affinare e perfezionare. Ma il mio istinto è il motore principale e non posso fare a meno di assecondarlo.

IO: Secondo me è la maturità da scrittore che porta inevitabilmente ad essere anche un pochino metodico, dal mio punto di vista l'istinto totale è più da giovane autore emergente ed inesperto.

4-Hai un luogo specifico dove preferisci scrivere? Magari che ti ispira particolarmente.

Per scrivere mi bastano un computer, un tavolo, un paio di auricolari per la musica e niente altro. Qualsiasi tavolo va bene purché io possa estraniarmi con la musica. Generalmente in casa scrivo sul tavolo della cucina perché mi piace sentire la presenza fisica della mia famiglia qualche metro più in là.

IO: Questa cosa mi piace tantissimo e fidati è anche molto singolare, perchè la maggior parte degli autori preferiscono isolarsi anche dalla famiglia...mi piace molto la tua scelta!

5-Quali difficoltà hai riscontrato nella scrittura? Ti è mai capitato di avere il famoso “blocco dello scrittore"? Se si, come ne sei uscito?

La difficoltà più grande che trovo nella scrittura è la questione tempo: nella mia caotica vita trovare dei momenti di tranquillità per scrivere non è sempre semplice e il rischio è di perdere il filo perché, sebbene io abbia in mente il canovaccio principale della narrazione e mi faccia poi aiutare dai protagonisti a raccontare la loro storia, non devo mai perdere il flusso narrativo. Poi ci sono storie più semplici da raccontare e altre più complesse. Mai più sole è stato un romanzo in cui spesso mi sono “impantanato” perché non è semplice per un uomo scrivere delle emozioni che si provano durante la gravidanza e il parto. Nella stesura di questo romanzo non posso parlare di “blocco dello scrittore” ma certamente della necessità di momenti di pausa per osservare ciò che accadeva intorno a me e metterne ordine nella mia testa per scrivere al meglio. Anche Sette note per dirlo ha avuto un esordio complesso perché è un romanzo scritto a quattro mani basato sull’idea di un’altra persona: in questo caso prima di riuscire ad entrare nella narrazione ho dovuto fare mia l’idea di base della storia e limare il mio stile per fare in modo che andasse d’accordo con quello di Cinzia, la mia coautrice. Sono state due esperienze interessanti ma più faticose di Padri imperfetti e Siamo solo piatti spaiati.

6-Presentami brevemente "Siamo solo piatti spaiati".

Siamo solo piatti spaiati racconta di Davide, un adolescente “normale” con una vita “normale” che per un avvenimento che potrebbe capitare a chiunque si ritrova catapultato in un mondo che nemmeno sapesse esistere fatto di ragazzi molti diversi da lui e adulti di cui non si fida. In questo nuovo contesto, lontano dalla sua famiglia d’origine, dovrà necessariamente guardare il mondo con occhi differenti da quelli che ha sempre usato e inizierà il suo percorso di crescita accompagnato da Andrea, un adulto che non conosce e di cui non si fida. Ma per il quale, anche se non riesce a comprendere subito il perché, nutre un rispetto che non ha mai provato prima. Il viaggio che percorrerà in questo nuovo contesto, metafora del passaggio dall’adolescenze all’età adulta, sarà caratterizzato da molte emozioni che Davide imparerà ad affrontare e a gestire.

IO: Sembra molto interessante e non vedo l'ora di leggerlo, mi ha incuriosita particolarmente.

7-Quanto troviamo di te nel protagonista del libro? Ti rispecchia un pochino?

C’è sempre un po’ di me in ogni mio romanzo, di quello che sono o sono stato. In Siamo solo piatti spaiati sia Andrea che Davide mi rappresentano un po’: il primo è l’educatore che vorrei essere, il secondo l’adolescente che sono stato. Andrea e Davide però non sono esclusivamente costruiti sulla mia rappresentazione perché entrambi sono contaminati dagli educatori e dagli adolescenti che ho incontrato nella mia vita. Non sono infatti personaggi reali ma assolutamente realistici e verosimili.

IO: Diciamo che Andrea e Davide possiamo considerarli una sorta di te del passato e te del presente ma anche contaminati dai vari incontri fatti nella vita e questo li rende sicuramente ancora più realistici.

8-Pensi in futuro di cimentarmi anche in altri stili?

Mi piace sperimentare e percorrere nuove strade, nella scrittura e nella vita. Il prossimo romanzo (al netto di quanto il mio editore mi chiede quotidianamente più o meno indirettamente nelle montagne di messaggi whatsapp che ci inviamo) sarà un distopico. Non intendo rinnegare le tematiche di cui mi piace raccontare (le relazioni umane, i conflitti intergenerazionali, le inquietudini della vita, l’adolescenza) ma ho voglia di inserirle in un contesto differente, che normalmente amo nelle mie letture.

IO: Benissimo, i distopici solitamente rispecchiano in pieno i miei gusti personali e poi sono sicura che potrebbe venire fuori una cosa molto interessante unendola a tematiche importanti...un ben mix, quindi aspettiamo con ansia di leggerlo.

9-Per la promozione di un libro quali canali utilizzi?

La promozione di un’opera, per un autore emergente, è sempre un tasto molto delicato. Prima di incontrare la casa editrice con la quale ho in essere un contratto ho pubblicato Padri imperfetti in self publishing studiando le strategie migliori per far conoscere il mio romanzo (e commettendo probabilmente anche molti errori di comunicazione a causa della mancanza di esperienza e dell’entusiasmo che vivevo nel cercare di far conoscere la mia opera). Attualmente, grazie al supporto della casa editrice, utilizziamo tutti i canali possibili per la promozione: i social, le presentazioni e gli eventi, l’ufficio stampa che si occupa di inviare comunicati stampa e organizzare interviste ma anche la partecipazione a concorsi letterari e a progetti specifici. Ma il canale che funziona sempre meglio di qualsiasi altro è il passa parola: se hai scritto un buon libro chi lo legge e lo apprezza ne parlerà con le persone che ha intorno in modo entusiastico. Per questo il prodotto deve essere al meglio, sotto tutti i punti di vista.

10-Adesso dicci il tuo autore preferito e perché.

Sono un onnivoro per quanto riguarda la lettura ma sono tranquillo nell’affermare che il mio autore preferito è senza ombra di dubbio Stephen King. Adoro il suo stile di scrittura, la sua capacità di caratterizzare i personaggi senza mai renderli scontati e l’abilità che mostra nel costruire trame che ti tengono incollato ad ogni pagina in attesa della successiva. Racconta storie che ti entrano sottopelle e che 

11-Una citazione che ti rispecchia?

“Non esiste la fortuna. Esiste il momento in cui il talento incontra l’opportunità” di Seneca.

IO: Bellissima citazione e che scriverei a lettere cubitali per farla leggere a molti.

12-Concludiamo con qualche consiglio per giovani scrittori che vogliono tuffarsi in questo mondo?

Pubblicare un libro oggi è una delle cose più semplici da fare: ci sono decine di piattaforme dove puoi farlo con qualche clic o “case editrici” che in cambio di un contributo in denaro o dell’acquisto di un numero di copie ti pubblicano senza problemi. La questione, oggi, non è riuscire a pubblicare quanto riuscire a farsi leggere che è molto differente quindi ciò che viene premiato è, fortunatamente, la qualità di quanto si scrive, l’originalità, lo stile. Un consiglio che posso dare a chi vuole tuffarsi in questo mondo è di curare al meglio il proprio prodotto e di non buttarsi a pubblicare “a qualsiasi costo”.
Poi se qualcuno avesse qualche domanda più specifica può sempre scrivermi sui social e io risponderò.
Non scrivevo all’inizio nella mia descrizione che sono una persona sempre disponibile?

IO: Confermi la tua descrizione iniziale mettendoti a disposizione per consigliare altri autori emergenti, quindi alla fine dell'intervista lascerò i link dei tuoi social.

Adesso vorrei ringraziarti tantissimo per questa piacevolissima chiacchierata e soprattutto per la tua disponibilità, è stato veramente un piacere conoscerti e capire qualcosa di più di te...adesso non mi resta che tuffarmi nella lettura del tuo romanzo!

CONTATTI AUTORE

Spero che l'intervista vi sia piaciuta e ci vediamo al prossimo appuntamento!


venerdì 25 maggio 2018

INTERVISTA: Jack Bennet protagonista dell'omonimo libro di Fiore Manni

Buongiorno readers, oggi ospiteremo una tappe del blog tour per il libro "Jack Bennet e la chiave di tutte le cose" di Fiore Manni edito dalla Rizzoli Editore.

Volete sapere la tappa in cosa consiste? oggi ci sarà una breve intervista proprio al nostro piccolo Jack Bennet...pronti a conoscerlo meglio?!?




Titolo: Jack Bennet e la chiave di tutte le cose
Autore: Fiore Manni
Casa Editrice: Rizzoli
Collana: Ragazzi 
Prezzo: 16.00 €
Pagine: 352
Data di uscita: 22/05/2018
ISBN carta: 9788817101202

SINOSSI
Jack Bennet è un bambino di dieci anni come tanti altri, forse solo un pochino più basso e più magro della media. Ogni mattina si alza, si avvolge intorno al collo la lunga sciarpa a righe azzurre che gli ha lasciato suo padre ed esce per le fumose vie di Londra. Come molti ragazzi del suo tempo lavora in fabbrica, perché la mamma è malata, e in famiglia non c’è nessun altro che possa provvedere a loro. Una mattina, sulla strada del lavoro, Jack incontra un curioso personaggio che pare sbucato dal nulla; un uomo del tutto fuori luogo, con il suo elegante completo viola nel bel mezzo della grigia città. Jack lo osserva incuriosito e lo saluta educato, poi lo ascolta con attenzione. E fa bene, perché la più grande delle avventure può cominciare in un giorno qualunque. L’uomo gli consegna una chiave, e con quella Jack inizia a viaggiare per mondi sconosciuti e bislacchi, dove incontra pappagalli tipografi, libri magici per tutte le occasioni, navi pirata, una ragazzina spavalda ma non troppo, un drago che sputa vapore e colleziona tesori. E molto, molto altro. La storia di Jack ci risucchia e non ci molla; ci porta su mari senz’acqua e davanti a misteriose creature, facendoci palpitare, emozionare, e ridere anche, fino alla fine.

INTERVISTA
Benvenuto Jack e grazie mille di averci dedicato il tuo tempo tra le mille avventure che sei impegnato ad affrontare...INIZIAMO!

1-Chi è Jack Bennet?
1- Beh Jack Bennet sono io! Ho 10 anni e sono il bambinooooo più fortunatooooo del mondo!!! La mia vita è stata un po’ sfigatella finora ma sta per succedere qualcosa, qualcosa di magico e super diverte! Siete pronti a scoprire che cosa insieme a me?
2-Ti piace Londra o vorresti vivere altrove?
2- Londra?! Bhe è a dir poco fantastica, piovosa, nuvolosa, misteriosa e magica! E chi si muove più da qui?!
3-Tra i vari personaggi che incontri durante le tue avventure chi è il tuo preferito?
Sicuramente il drago sputa vapore che colleziona tesori ma anche i pappagalli tipografi non ci scherzano...diciamo che è impossibile deciderne uno, perhè chi per una cosa chi per l'altra si fanno adorare!
4-Ti senti un pochino come Alice nel paese delle meraviglie? non so perchè ma mi ricordi un pochino lei :) 
4- Alice chi?! Nah non mi sento affatto come lei! Sapete perché? Perché io sono l’unico ed inimitabile Jack Bennet! E la mia avventura sarà la migliore la fantastica avventura di tutta la storia delle avventure! Mi dispiace ma non c’è paragone!
5- Nella vita reale qual è secondo te la "chiave" per rivoluzionare la propria vita?
5- L’amore delle persone che ci circonda è la chiave che ci aiuterà a rivoluzionare la nostra vita! Attenzione diffidate dalle imitazioni perché solo loro sanno regalarci ciò! E nessun altro!

Miei cari readers con questa intervista al piccolo Jack vi voglio invitare a leggere questo divertentissimo libro che sono sicura vi piacerà!

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giovedì 12 aprile 2018

Intervista a Pasquale De Falco

Buon pomeriggio readers, oggi ospitiamo per una piacevole chiacchierata Pasquale De Falco, scrittore e poeta dei giorni nostri, con una sensibilità spiccata.

Ne approfitto per ringraziare l'autore per la disponibilità!

Intervista

1- Chi è  Pasquale De Falco “persone" e non autore?

Sono una persona allegra, socievole, che ama parlare con le persone, confrontarsi. Le mie grandi passioni oltre ovviamente la scrittura sono leggere e viaggiare. Sono estremamente sincero e molto sensibile. 

2- Come e quando è nata la tua passione per la scrittura?

E’ nata prima la passione per la lettura quando avevo 7/8 anni e verso i 14 anni la passione per la scrittura. Come è nata ? Leggendo molto fin da adolescente sono cresciuto dando un immenso valore alla scrittura, poi la passione verso determinati autori ha fatto si che nel mio piccolo potessi avvicinarmi alla loro arte ma soprattutto amo scrivere poiché scrivendo riesco perfettamente ad abbracciare un mio pensiero.

3- Ci sono scrittori metodici e disciplinati ed autori istintivo che si fanno guidare dal momento. Quale dei due ti rispecchia maggiormente?

Istintivo al massimo, ho foglietti, appunti sparsi ovunque. Abbondanti file sul pc di testi di poche righe o tante righe che comunque rimangono in attesa di essere rivisti e resi idonei per la scrittura. Odio le regole, odio i metodi predefiniti, l’ispirazione è un attimo improvviso.

4- Hai un luogo specifico dove preferisci scrivere? Magari che ti ispira particolarmente.

Maggiormente scrivo a casa, da solo e soprattutto di sera/notte. Ma un luogo che mi ispira tanto è il treno, ogni giorno prendo il treno per andare a lavoro e spesso prendo carta e penna e scrivo qualcosa durante il viaggio.

5- “Profumo" è  la tua prima pubblicazione, cosa hai provato nel vederla prendere forma?

Profumo è stato un lungo travaglio. Iniziato nel 2012 e terminato nel 2015, poiché nella stesura ci sono state tante pause dovute al fatto che non ero sicuro di voler pubblicare un libro. Sai fino a 35 anni ho scritto tanto ma gli unici lettori erano pochi amici intimi, poi pian pian è maturata l’idea di pubblicare un libro e farmi leggere anche da altre persone. Poi da allora non mi sono fermato più . 4 libri in 3 anni.

6- Il tuo ultimo progetto è  “paesaggi liberi" , un antologia di poesie in collaborazione con altri autori che come tema centrale hanno la violenza sulle donne…parlaci del progetto e sono anche curiosa di sapere come mai questo argomento è così importante per te, è difficile trovare uomini così sensibilizzati sul tema e questa è una cosa da ammirare.

Fin da adolescente ho avuto a cuore il problema della violenza sulla donna, un atto che ho sempre ritenuto uno dei peggiori che l’uomo possa compiere. Con il tempo questo problema è diventato una parte molto importante del mio pensare e del mio essere uomo e qualche anno fa ho deciso di scrivere qualcosa sul tema, esprimere un mio pensiero e ti confesso che scrivere su questo tema per me è molto difficile, non sono una donna, non capirò mai fino in fondo la violenza, ma la mia sensibilità mi porta ad immedesimarmi in una donna e sfiorare il suo dolore, sensazione che mi colpisce molto, ma veramente molto, il mio cuore nudo su un dolore molto grande . Inoltre volevo scrivere qualcosa che raccontasse la violenza, qualcosa di reale e qualcosa che servisse a dare un contributo nella difficile battaglia contro la violenza sulle donne, quindi è nato l’idea di Paesaggi Liberi, un progetto letterario con il contributo di tante persone e non solo il mio, un progetto da portare il giro, usare la poesia per sensibilizzare le persone su questo problema. Ho sempre ritenuto che l’arte possa essere anche educativa.

7- Adesso ti chiedo che tipi di poeta sei?  Descrivono brevemente e parlaci di cosa vorresti trasmettere con le tue poesie.

Sono due i concetti fondamentali dei mie scritti : bellezza e liberta. Voglio andare oltre la bruttezza di cui a volte la realtà è piena e creare la bellezza con le mie parole, sono un sognatore visionario . Sono un poeta che non sarà e non vorrà mai essere il migliore ma vorrà essere sempre diverso, andare sempre oltre le convezioni e trasmettere sempre la libertà soprattutto di pensiero con le mie parole.

8- Pensi in futuro di cimentarmi anche in altri stili?

Attualmente scrivo poesia e prosa, ho pubblicato due romanzi e due raccolte di poesia. In futuro mi piacerebbe scrivere testi per canzoni.

9- Quali difficoltà hai riscontrato nella scrittura? Ti è mai capitato di avere il famoso “ blocco dello scrittore" ? Se si, come ne sei uscito?

Blocco propriamente no, poiché come già ho detto scrivo molto d’istinto e no seguendo regole o orari precisi. Ovviamente ci sono periodi di scarsa ispirazioni e li supero in due modi, con l’amore per la scrittura e oppure prendendo i miei tanti appunti e da li parto per creare nuove cose.

10- Come mai hai deciso di intraprendere proprio la strada da poeta? Prendendo in considerazione che è un campo arduo  ai giorni nostri.

Ho sempre amato la poesia, ho iniziato a scrivere poesia dall’età di 14 anni , le mie prose invece risalgono a quando avevo 22 anni. Strada del poeta tu la ritieni ardua e su questo concordo, oggi sembra che sempre meno persone leggano poesia,anche i grandi classici vengo snobbati, ma io avendo sempre scritto soprattutto per me stesso non mi sono mai posto il problema di questa difficoltà della poesia in questi tempi.

11- Per la promozione di un libro quali canali utilizzi?

Uso soprattutto i social, dive ho un gran seguito di persone. Il mondo dei social mi ha sempre attratto molto. Poi ultimamente, incominciando ad essere più conosciuto, ricevo spazio su blog letterari, su qualche rivista letteraria ed è capitato anche qualche intervista in radio.

12- Casa editrice o self-Publishing?

Entrambe, ognuna delle due ha i suoi pro e i suoi contro. Dei miei 4 libri due sono pubblicati in self-Publishing e due pubblicati con case editrici. 

13- Adesso dicci il tuo autore preferito? Invece il tuo poeta? È perché.

Il mio autore preferito è Fedor Dostoevskij , di lui adoro la sua complessità e completezza narrativa e la sua descrizione intima e direi perfetta di ogni suo personaggio. Poeta preferito ? Più che poeta preferito direi poeta che amo oltre misura, Arthur Rimbaud, figurati che da quando avevo 14 anni ho il libro delle sue opere complete accanto al letto, non mi separo mai dalle sue opere. Amo la sua rivoluzione poetica, il suo distruggere le convenzioni e creare bellezza, creare la novità. Le sue parole sono visioni di una bellezza immensa. Il mio sogno è di scrivere un giorno un saggio su Rimbaud, poiché oltre a leggerlo sono anni che studio la sua poetica.

14- Una citazione che ti rispecchia?

In direzione ostinata e contraria ( Fabrizio De Andrè, che per me è un maestro di vita. Ho un blog su De Andrè, sono anni che studio la sua opera) .

15- Concludiamo con qualche consiglio per giovani scrittori e poeti che vogliono buttarsi in questo mondo?

Primo consiglio leggere tanto, ma veramente tanto. Oggi vedo persone che si definiscono scrittori e non conosco nemmeno Dante oppure Foscolo ! Poi studiare la lingua italiana, la grammatica, la nostra lingua è meravigliosa ma di elevata complessità. Poi non aver mai paura di scrivere tutto ciò che si pensa, mai nascondere i propri pensieri avendo paura che essi non possono piacere. La prima regola di uno scrittore deve essere libertà di pensiero e mai chiudersi dentro le convezioni sociali. E poi il confronto con altri scrittori e soprattutto la collaborazione con altri artisti. Oggi noto tanta invidia tra scrittori/poeti, trovo ciò ridicolo e ignorante, il confronto ,la collaborazione è importante, arricchisce. Io personalmente amo le collaborazioni con altri scrittori o artisti.

Rinnovo i miei ringraziamenti a Pasquale De Falco per l'intervista che mi ha concesso ma soprattutto da donna, un ringraziamento speciale va a quello che fai con il tuo progetto "paesaggi liberi"...invito tutti ad acquistare il libro per sostenere un tema che dovrebbe stare a cuore a chiunque, la violenza sulle donne sfortunatamente è un tema decisamente attuale.

martedì 4 aprile 2017

Intervista: Gabriele Valenza autore poliedrico

Buonasera readers, oggi per voi, una breve intervista a Gabriele Valenza , autore che definirei poliedrico, visto che i suoi lavori non si possono classificare in un solo genere.




Iniziamo subito con l'intervista:

1- Ciao Gabriele, io ho avuto il piacere di leggere tutti i tuoi libri, da "Gli osservatori" fino a "Il gioco delle classi" , e si nota benissimo il crescendo che c'è stato tra il primo testo e l'ultimo, volevo chiederti, quale lavoro c'è stato dietro questo miglioramento?
Credo che molto faccia la pratica. Io scrivo ogni giorno. Con Gli Osservatori ho utilizzato un narratore esterno alla storia, con L'isola bianca: 33°22'04.0”N, 112°16'10.0”W invece il narratore è il protagonista, Duncan, ma è una narrazione al passato. Infine nel Il gioco delle classi il narratore è il protagonista ma la narrazione è al presente. L'evoluzione è una semplice sperimentazione. Volevo capire in quale fra questi differenti modi di raccontare mi sarei trovato meglio in futuro. Il mio allenamento consiste nello scrivere sempre, leggere sempre e sempre autori diversi e... ma sì, lo dico: fare le parole crociate!! :D

 Ecco che riusciamo a scovare una piccola curiosità su di te, sei un fan delle parole crociate :p hahaha

2- Adesso dimmi, che tipo di scrittore sei? Diciamo se sei uno scrittore metodico ed organizzato o se sei uno di quelli istintivi, che seguono dove li porta man mano la storia?
Sono entrambe le cose. Parto sempre da un'idea generale e poi vado di estro, se così si può dire. In realtà confido molto nei personaggi che creo, a un certo punto sono loro a dirmi che piega prenderà la storia. Io ho solo chiaro l'inizio e la fine, anche se quest'ultima non è mai esattamente uguale a come l'avevo pensata. Posso dire comunque che quando faccio uno schema mi viene molto più semplice scrivere. Direi però che sono più istintivo.

3- Ho notato leggendo tutti i tuoi libri, che non ti sei soffermato solamente su un genere, e che quindi non ti si può catalogare in un determinato settore, come mai questa scelta? Pensi un giorno di soffermarti su un solo genere?
Come ho detto, mi piace sperimentare. Cambiare genere mi offre nuovi stimoli e mi permette di sondare i miei limiti. Non credo che mi soffermerò mai su solo genere. Continuerò ad alternarli, tutti o quasi, perché ognuno mi offre la possibilità di raccontare qualcosa di diverso in contesti diversi. E io ho molta fantasia da sfogare, :D

Un pochino ho avuto modo di conoscerti, quindi, immaginavo che non avresti voluto farti etichettate con un solo genere e credo sia la scelta giusta, avendo te una grandissima fantasia. :D

4-Personalmente, conosco Gabriele Valenza come autore, invece ti chiedo, chi è Gabriele "persona"? Descriviti brevemente, con le tue passioni e i tuoi interessi, oltre la scrittura.
Lasciamo un po' di mistero. Una cosa posso dirla, sono riservatissimo.(risata) So che volevi che rispondessi a questa domanda, ma non ci sono riuscito!!

Adesso miei cari lettori, vi faccio fare due risate hahah forse rischio di essere ammazzata da Gabriele hahah ma io ve lo faccio vedere comunque :p 

eccovi svelato perché non mi ha voluto rispondere alla domanda N4, haha anche dopo le mie mille pressioni hahah gli si "bloccano le dita" quando deve parlare di lui, ma viaggiano come un treno quando deve inventare nuove storie :D

5-Nei tuoi libri, spesso porti alla luce, il lato negativo della società, ed i tuoi personaggi, non sono molto simpatici, anzi, come il protagonista del libro "Il gioco delle classi" ti fa proprio innervosire, come mai questa scelta, riguardo il lato negativo della società e degli esseri umani??
Il gioco delle classi è una critica sociale, quindi ho voluto enfatizzare il carattere di Cedric, il potere che deriva dai soldi. Cedric credo sia davvero il personaggio più stronzo che abbia mai creato. In realtà anche se al momento non puoi saperlo c'è stata un'inversione di tendenza. In parole di pioggia il messaggio è molto positivo ma anche in altre cose che ho scritto ma di cui al momento non posso parlare. Fondamentalmente mi piace mettere in luce il peggio di noi in modo che il lettore si ponga delle domande, magari confondere la sua moralità.

Confermo che Cedric è il personaggio più odioso che tu abbia inventato, è stato quello che è riuscito proprio a farmi arrabbiare con tutta me stessa hahah.

6- Dove prendi le ispirazioni per i tuoi personaggi, per le ambientazioni ma anche per la storia in se?
L'ispirazione arriva sempre da un'esigenza di raccontare qualcosa. Ma non so dirti da dove esattamente arrivi, per Gli osservatori stavo camminando in un centro commerciale e all'improvviso ebbi l'idea. Per l'isola bianca volevo semplicemente raccontare la solitudine, il post apocalittico è perfetto per questo. Per le ambientazioni invece mi piace molto scegliere luoghi in cui probabilmente non andrò mai, a parte Londra per Candice, perché non sono un gran viaggiatore. Così posso studiare un po' quei luoghi lontani e visitarli con l'immaginazione.