lunedì 18 febbraio 2019

Antonio Masseroni: Il sognatore di specchi

Buon pomeriggio readers, oggi vi segnalo un libro che sta partecipando a una campagna di Crowdfunding , "Il sognatore di specchi" di Antonio masseroni.




Sinossi

Tutto cominciò quella sera.
Nel giorno in cui il mondo smise di avere un senso…

"Mi svegliai nel cuore della notte e nella mia mente risuonava ancora il suo nome. Era il nome di qualcuno che avevo amato profondamente, qualcuno che non avrei mai potuto dimenticare.
Eppure il sogno scivolava via e, ad ogni istante, continuavo a chiedermi se lei fosse esistita davvero. I ricordi continuavano a confondersi, come se la mia vita non mi appartenesse più.
Improvvisamente ogni cosa mi appariva confusa, il mio passato, il mio stesso nome, la mia intera esistenza...
Chi ero davvero io? La domanda mi toglieva il respiro e la ragione.
Forse soltanto lei, ammesso che non fosse solamente il frutto di un sogno, avrebbe potuto darmi delle risposte.
In un istante capii che dovevo cercarla.
Non avrei mai immaginato che sarebbe stato il viaggio più importante della mia vita."

Link per sostenere l'autore: Clicca Qui

Oltre questo voglio anche parlarvi un po di questo autore con cui ho avuto modo di collaborare quando il blog era proprio agli inizi e che mi colpì moltissimo.

Biografia


Antonio Masseroni nasce a Giulianova, in Abruzzo, nel 1978.

Fin dalla tenera età in lui convivono due anime: una riflessiva, quasi introversa, e un’altra impulsiva, feroce, animata da un impellente bisogno di comunicare ed esprimere le proprie intense emozioni.

Antonio Masseroni trova fin da giovanissimo nella musica l’equilibrio dei suoi opposti. Questa passione è sua fedele e inseparabile compagna di viaggio, negli anni che dall’adolescenza lo portano verso la maggiore età. Scopre il modo di esprimersi attraverso le note e la melodia, spaziando tra generi musicali diversi. Cantante, pianista, chitarrista, nelle varie band che fonda o a cui prende parte, secondo l’occasione e gli stati d’animo.

E’ nel 2014 che Antonio Masseroni scopre la scrittura. E’ un accanito lettore, e da sempre è affascinato dalla magia di un libro, all’incredibile potere di portare il lettore in mondi e luoghi lontani, o addirittura inesistenti. Antonio Masseroni scopre il segreto di quella magia, capisce di poter addirittura creare uno di quei mondi dove era abituato solo a lasciarsi trasportare. Scrive La nostalgia dell’acqua, suo romanzo di esordio, pubblicato dalla Artemia Edizioni.

La nostalgia dell’acqua trascina il lettore in un mondo post apocalittico, dove l’acqua del pianeta si trasforma da fonte di vita a piaga distruttiva per l’umanità. Una terribile epidemia costringe il mondo a ricominciare. Antonio Masseroni crea un mondo surreale, dai colori marcati e fantascientifici, popolato da protagonisti realistici e coinvolgenti.

Ispirandosi al mondo da lui stesso creato, l’autore successivamente cura e realizza un progetto fotografico, basato sui personaggi e sulle vicende della storia. Le arti narrative si fondono con quelle visive, i lettori possono guardare con i propri occhi, non solo con quelli della fantasia, i personaggi di cui hanno amato le avventure.

A poco più di un anno dalla sua prima opera, a gennaio 2016, Antonio Masseroni torna con il suo secondo romanzo: Riverberi d’ombra, un thriller psicologico dalle tinte sovrannaturali, definito dalla critica “un racconto alla scoperta delle proprie paure ma anche della consapevole forza dell’amore. Un’avventura straordinaria sui propri limiti razionali, incapaci di dare una risposta a quesiti etico-esistenziali”.

Riverberi d’ombra è la storia di un dolore, di come una famiglia può sperare di ritrovare i propri equilibri, in seguito ad una grave perdita. Il romanzo getta uno sguardo titubante in quei corridoi bui, dove spesso non osiamo avventurarci. Porte lasciate chiuse si riaprono misteriosamente e un pianoforte suona da solo, di notte, in una casa dove tutti dormono.

Con Riverberi d’ombra, Antonio Masseroni vince il Premio Speciale Emotion, nell’ottava edizione del Premio Letterario Internazionale Città di Cattolica, Pegasus Literary Awards.

Nel 2017 Antonio Masseroni inizia una nuova prestigiosa collaborazione con la Infinito Edizioni, da cui nasce la pubblicazione del suo terzo romanzo: Le lune di Avel.

Antonio Masseroni continua oggi a scrivere e suonare. Vive a Roseto degli Abruzzi e adora parlare con i suoi lettori, confrontare con loro le diverse emozioni scaturite dalla lettura e raccontare quanto sia stato meraviglioso scoprire la scrittura.

Oltre alle varie presentazioni organizzate nel territorio per presentare i suo romanzi, ha partecipato anche a diversi incontri in istituti scolastici con l’obiettivo di promuovere l’importanza e il piacere di quella che ancora oggi, per lui, resta una grande magia.

Di seguito vi lascio i link di acquisto dei libri precedenti e mi raccomando sostenete la sua campagna acquistando il nuovo libro "Il sognatore di specchi".

LA NOSTALGIA DELL'ACQUA
RIVERBERI D'OMBRA
LE LUNE DI AVEL 

A me personalmente manca di leggere solamente "Le lune di Avel", ma sono sicura che con lo stile di Antonio Masseroni lo amerò e sono molto incuriosita dal nuovo lavoro "Il sognatore di specchi".

Non mi resta che augurarvi buona lettura!!!




giovedì 14 febbraio 2019

REVIEW PARTY: Un amore perduto di Liz Trenow

Buon pomeriggio readers, oggi è San Valentino, la festa degli innamorati, e non trovo modo migliore di omaggiare questa giornata, se non con una lettura che ho avuto il piacere di fare in anteprima, il libro è "Un amore perduto" di Liz Trenow edito dalla Newton Compton Editore.



Trama
Nell’estate del 1919, Ruby sta ancora piangendo la scomparsa di suo marito Bertie, uno dei tanti soldati inglesi morti nella Grande Guerra. I suoceri, affranti, le chiedono un ultimo favore: recarsi sui campi di battaglia in Belgio per scoprire dove riposa l’adorato figlio. Alice, una ragazza americana, è convinta che suo fratello Sam sia vivo. Lo sente. Ma poiché si è arruolato sotto falso nome, non ha più alcuna notizia di lui da quando è partito. Per questo abbandona la sua vita e il suo promesso sposo a Washington e salpa per l’Europa, decisa a trovare Sam. Martha ha rischiato tutto per arrivare in Belgio. È tedesca e sa che in quel Paese non troverà né comprensione né aiuto. Ma suo figlio si trova da qualche parte sul suolo belga e lei deve ritrovarlo per mantenere fede a una promessa fatta al marito. L’incontro di queste tre donne segnerà per sempre i loro destini, perché ciò che le unisce potrebbe essere molto più importante di qualsiasi differenza..

Recensione

Come vi ho detto nella presentazione, stiamo parlando di un libro che rappresenta l'amore vero e proprio, in tutte le sue sfumature.
Tre storie incrociate, tra l'amore di una moglie per il proprio marito, l'amore di una sorella per un fratello ma anche un amore di una madre per un figlio.
Ho trovato questa storia veramente bella e appassionante dalle prime pagine, non voglio svelarvi troppo però è molto coinvolgente  e questo sicuramente è dato dalla narrazione molto fluida e appassionante. Dalle prime pagine sono stata catturata e tenuta lì con il fiato sospeso e ho amato le tre protagoniste e le loro vicende, che sono esempi di vero e proprio "amore".

L'ambientazione è la prima guerra mondiale e quindi dal mio punto di vista è un accoppiata vincente, un po di storia come sfondo con una bella storia d'amore che si incrociano.

Consiglio questa lettura assolutamente, non ho niente da dire di negativo perchè la storia l'ho amata, la scrittura è piacevolissima e scorrevole e poi mi ha veramente appassionata da subito.

VOTO: OTTIMO

Adesso vi lascio una mia playlist di San Valentino, volevo mettere canzoni dell'epoca e magari inerenti al libro ma poi ho pensato di farmi conoscere meglio e di mettere le mie canzoni preferite, quelle della mia storia d'amore.

PREMETE SUL LINK PER ASCOLTARLA


domenica 27 gennaio 2019

Curiosità: Schindler's List ispirato al romanzo di Thomas Keneally

Buon pomeriggio readers, oggi vi parlo del film e del libro di "Schindler's list", essendo oggi 27 Gennaio la giornata della memoria.



Schindler's List è un film del 1993 diretto da Steven Spielberg che adoro, interpretato da Liam Neeson, Ben Kingsley e Ralph Fiennes e dedicato al tema della Shoah.

Lo sapevate che è ispirata al romanzo La lista di Schindler di Thomas Keneally e basata sulla vera storia di Oskar Schindler, la pellicola permise a Spielberg di raggiungere la definitiva consacrazione tra i grandi registi. È considerato unanimemente uno dei migliori film della storia del cinema.

Caratteristica saliente del film è quella di essere stato girato interamente in bianco e nero, fatta eccezione per quattro scene: la prima è la scena iniziale, in cui si vedono due candele spegnersi, così come, simbolicamente, la fiammella di altre due candele riacquista colore verso il termine della storia. La seconda e la terza scena in bianco e nero, dove appare una bambina con un cappotto, solo quest'ultimo colorato di rosso, dapprima durante il rastrellamento del ghetto, poi durante la riesumazione delle vittime. 


Infine, è interamente a colori la sequenza finale del film, quando, ai giorni nostri, vengono rispettosamente deposti i sassi sulla tomba del vero Oskar Schindler presso il cimitero di Gerusalemme ( scena che amo e che fa venire i brividi).


A seguito dell'enorme interesse suscitato, Spielberg utilizzò parte degli incassi per creare la Survivors of the Shoah Visual History Foundation, organizzazione no-profit per la collezione audio-video delle testimonianze di circa cinquantaduemila sopravvissuti. Alcune di queste interviste compaiono nei contenuti extra del DVD di Schindler's List e sono molto interessanti.

TRAMA
Cracovia, 1939. L'industriale tedesco Oskar Schindler, bella presenza e temperamento avventuroso, manovrando i vertici nazisti tenta di rilevare un fabbrica per produrre pignatte e marmitte. Già reclusi nel ghetto di Podgorze, ed impossibilitati a commerciare, alcuni ebrei vengono convinti da Schindler a fornire il denaro per rilevare l'edificio: li ripagherà impiegandoli nella fabbrica, pagandoli con utensili da scambiare e sottraendoli al campo di lavoro comandato dal sadico criminale tedesco Amon Goeth. Dopo aver ricevuto la breve visita di Emilie, la moglie che subito torna in Moravia vista la vita di libertino impenitente del marito, Schindler, sempre più nelle grazie dell'alto comando nazista e di Goeth, costruisce un campo per i suoi operai, dove le milizie non possono entrare senza la sua autorizzazione. Infine, scatenatosi lo sterminio, decide di attivare, dando fondo a tutte le sue risorse finanziarie, una fabbrica di granate nella natia Brinnlitz. Con l'aiuto dell'inseparabile Itzhak Stern, il contabile ebreo, compila una lista di 1100 persone ebree perché vengano a lui affidate come operai. Mentre gli uomini arrivano a destinazione, le donne vengono per errore tradotte ad Auschwitz, e solo con grande rischio ed impiegando a fondo risorse e conoscenze, Schindler riesce a strapparle alla morte. Per sette mesi la fabbrica produce appositamente granate difettose, finché l'armistizio non trova l'industriale senza denaro. I suoi operai gli donano un anello d'oro con su incisa una frase del Talmud: "Chiunque salva una vita salva il mondo intero".

In questo post vi volevo parlare delle varie simbologie presenti in questo capolavoro:

Il bianco e nero

Il film affronta la tematica universale del bene contro il male, contrapponendo un protagonista buono come Schindler (tedesco buono) auna figura malvagia e psicopatica come Göth; Troviamo Schindler che passa da sostenitore del partito Nazista ad eroe salvatore di vite umane. Viene così introdotto un secondo tema inerente la redenzione, in quanto Schindler, uno spregiudicato affarista ai margini della rispettabilità, diventa una figura paterna responsabile del salvataggio di più di mille persone.

Lo sapevi che per Spielberg, la rappresentazione della realtà in bianco e nero rappresenta l'Olocausto stesso: «L'Olocausto fu vita senza luce. Per me il simbolo della vita è il colore. Per questo un film che parla dell'Olocausto deve essere in bianco e nero»

La bambina in rosso

Nonostante il film sia prevalentemente in bianco e nero, un cappottino rosso è utilizzato per distinguere dalla massa una bambina durante la scena della liquidazione del ghetto di Cracovia. 

Più avanti nel film, Schindler vede il cadavere della stessa bambina, riconoscibile solo dallo stesso cappotto che indossa. Spielberg riferì che la trovata era da intendersi come simbolo di quanti erano consapevoli ai più alti livelli del governo statunitense, del massacro degli ebrei in atto in Europa ma che non fecero nulla per impedirlo. 

A tal proposito Spielberg dichiarò: «Era evidente come una bambina con un cappotto rosso che cammina per la strada, ma nessuno pensò di bombardare le linee ferroviarie tedesche. Nulla fu fatto per fermare... l'annientamento degli ebrei europei. Quindi questo è il mio messaggio nel lasciare quel particolare del film a colori». Probabilmente secondo il professor André H. Caron dell' Università di Montréal  il rosso potrebbe simbolizzare "l'innocenza, la speranza, o il sangue degli ebrei sacrificati nell'orrore dell'Olocausto". Infine, il dettaglio a colori della bambina che corre con il cappotto rosso è, probabilmente, un omaggio a Akira Kurosawa che aveva già usato questo espediente in Anatomia di un rapimento del 1963.

La bambina venne interpretata sullo schermo da Oliwia Dąbrowska, tre anni d'età all'epoca delle riprese. Spielberg le chiese di non vedere il film fino a quando non avesse compiuto diciotto anni, ma lei lo vide a undici anni e ne rimase "terrorizzata". Rivedendo poi la pellicola da adulta, si disse orgogliosa del ruolo da lei interpretato (Ho l'immagine della bambina impressa nella mente da anni).

Candele

La scena d'apertura del film mostra una famiglia ebrea durante la celebrazione dello Shabbat

Spielberg disse che "iniziare il film con l'accensione delle candele... con la celebrazione di un normale Shabbat era come rappresentare la quiete prima della tempesta che travolse gli ebrei".

Quando il colore sfuma nei momenti iniziali del film, lascia il posto a un mondo dove il fumo simbolizza i corpi bruciati ad Auschwitz. Solo alla fine, quando Schindler permette ai suoi operai di effettuare i preparativi per lo Shabbat, l'immagine della candela torna ad ardere infondendo calore. Per il regista, esse rappresentano "un bagliore di speranza".

Le pietre sulla tomba

La pellicola si conclude con la processione di ebrei (discendenti di quelli perseguitati dai nazisti) che ogni anno si recano alla tomba di Schindler a deporre piccoli sassi (scena veramente commovente).

Per spiegare questa tradizione ebraica bisogna andare molto indietro nel tempo. Cioè alle origini, quando il popolo di Israele passava gran parte del suo tempo nelle zone aride del deserto. 

Abramo, Lot, Isacco e Giacobbe erano pastori nomadi, sempre alla ricerca di luoghi verdeggianti dove uomini e animali potessero abbeverarsi e riposarsi. Per ritrovare i luoghi dove erano sepolti i loro cari erigevano dei tumuli di pietre. Usanza questa che si sono tramandati di generazione in generazione, anche quando gli ebrei abbandonarono il deserto e si stabilirono nelle città e quando si dispersero in tutto il mondo. 

Sulle tombe dei cimiteri gli ebrei depongono sempre pietre al posto dei fiori per ricordare i loro cari e anche le origini del loro popolo.

Cosa dire miei cari readers, io ho amato libro e film e se non lo avete visto ve lo consiglio assolutamente per non dimenticare!

sabato 26 gennaio 2019

BLOGTOUR: 5 buoni motivi per leggere "Il tuo nome sussurrato ai miei sensi"

Buongiorno readers, oggi ospitiamo sul blog una tappa del blogtour dedicato al libro "Il tuo nome sussurrato ai miei sensi" di Caterina Frecentese.




La tappa di oggi consiste nel darvi ben 5 motivi per cui vale la pena di leggere e acquistare questo meraviglioso libro e quindi direi di iniziare.

5 BUONI MOTIVI

1- SENTIMENTI: Tutto quello che posso dirvi a parole risulterebbe riduttivo, è un fiume in piena di emozioni, dalla prima all'ultima pagina e io ammetto di aver pianto tantissimo.

2- STORIA VERA: Dal mio punto di vista merita tantissimo essendo una storia vera e quindi ancora di più ci si può rispecchiare nei protagonisti e poi ci permette di capire di più che tipo è la scrittrice.

3- STILE DI SCRITTURA: Ha uno stile fluido e scorrevole, si fa divorare in un lampo e non risulta mai noiosa e pesante la narrazione. 

4- I PERSONAGGI: Non si può fare a meno di legarsi profondamente alla protagonista, di sentirla come un amica o una sorella, perchè devo ammettere che la scrittrice ha il dono di rendere i suoi personaggi reali essendo ispirati da una storia vera.

5- FAMIGLIA: Vi dico questo perchè secondo me fa riflettere tantissimo sugli affetti importanti come la famiglia che spesso sottovalutiamo, ma che proprio come per Katia da un momento all'altro possono volare via.

Cosa dire miei cari readers, questo è un libro piccolino ma che merita tantissimo di essere pubblicato e quindi vi chiedo con tutto il cuore di sostenere Caterina Frecentese acquistando il suo libro che sta partecipando alla campagna di Crowdfunding della Bookabook...aiutiamola a vendere le copie necessarie per essere pubblicata!

LinkAcquisto: CliccaQui




giovedì 24 gennaio 2019

RECENSIONE: I volti dell'inganno di Daniele Cella e Alessio Manneschi

Buongiorno readers, ecco a voi la recensione a cura di Maria Lijoi del fantasy "I due volti dell'inganno" di Daniele Cella e Alessio Manneschi.

TRAMA

In un mondo pieno di inganni, ognuno recita una parte. 
In vista della celebrazione di un matrimonio fra reali, i clan dell'Impero si ritrovano nel palazzo imperiale, dove il Principe Isao sposerá la mite Ren, secondogenita del clan Nari. Per la prima volta da tanti anni, i clan sono riuniti in pace...finché non accade l`
imprevedibile. 

Sotto l`influsso di una luna scarlatta, tradimenti celati tra le ombre vengono alla luce. Macchinazioni ingannevoli prendono forma. Creature misteriose, anime sventurate, eroi impavidi, sicari astuti, e figure dal passato oscuro danno vita ad una trama di eventi cui nemmeno la Sacra Triade puo` porre un freno. 

Potrá l`Impero essere sottratto alle mani di cospiratori disposti a uccidere pur di averlo? O cadrá in loro potere per sempre?

I Volti dell'Inganno, un romanzo dark fantasy, é il primo libro della saga Sinfonie del Sole e della Luna.

RECENSIONE

La lettura di questo libro è stata particolarmente difficoltosa, per varie ragioni ho impiegato tantissimo
tempo per finirlo. Innanzitutto volevo iniziare parlando della scrittura: è piuttosto pesante, lo stile non è
lineare, si passa da termini semplici a termini un po' più ricercati nel giro di poche righe; il registro
linguistico è incoerente, anch'esso cambia tra una frase e un'altra, mi viene in mente ad esempio il
personaggio di Ren, descritto come una ragazza semplice, dall'animo sensibile, delicata, e nel suo parlare
non troppo altolocato nonostante il ruolo di principessa del clan Nari, ma nel momento di porgere le
condoglianze ad una ragazza che ha perso la casa adotta un registro che non le appartiene e secondo me
anche fuori luogo rispetto al contesto. Ci sono inoltre diversi errori nell'utilizzo di alcuni vocaboli, come
ad esempio nel prologo il termine “ameno”, utilizzato per la descrizione di un luogo tetro ma che in realtà
vuol dire l'opposto. In ultimo l'utilizzo eccessivo di aggettivi nelle descrizioni che disorientano il lettore
impedendogli di figurarsi quanto sta accadendo: purtroppo a volte nel voler descrivere troppo qualcosa si
impedisce a chi legge di immaginare ciò che si vede, forzando un po' la sua fantasia e questo appesantisce
la lettura.
Tutto questo lo si può notare sin dalle prime pagine e perdura fino alla fine della narrazione.
Per quanto riguarda la trama, la trovo intrigante ma credo debba essere sviluppata meglio: ci sono troppi
personaggi e ognuno ha la sua storia ma mentre alcune sono trattate in diversi capitoli (Ren, Isao, Hadja,
Saemon, Celty) alcune sono solo accennate (Yuna, Rakesh, Ranbelt). In particolare credo che la storia di
Rakesh sia inutile dato che non ha un seguito e non influisce minimamente nella storia, è una storia in
parallelo che non si interseca mai con il corso degli eventi. Ci sono inoltre diversi errori logici ad esempio
nel prologo quando si parla di una luce che “squarciò il buio”, Shin (il personaggio di cui si sta parlando
che non avrà alcun futuro nella storia, non si sa chi sia nè che ruolo abbia) sembra ritrarsi come se fosse
infastidito, ma poi si dice che “i suoi occhi spenti riuscirono a malapena a percepire il cambiamento”.
Oppure durante il viaggio di Isao, Khalem, Celty e Ranbelt non si percepisce lo scorrere del tempo, la
giornata dura il tempo di un dialogo: quando iniziano a parlare è giorno e al termine della conversazione è
notte.
Insomma credo che in questo libro ci sia del potenziale che però non è stato sfruttato appieno, poteva
essere un bel libro ed effettivamente la trama prometteva bene, ma ha bisogno di una revisione su diversi
aspetti, sembra più una bozza, un' idea di romanzo piuttosto che un romanzo compiuto. Spero che gli
autori prendano nota di quanto ho percepito io dalla lettura di questo libro perché a mio parere ogni critica
è costruttiva e serve per poter di migliorare.