Buonasera readers, oggi per voi, una breve intervista a Gabriele Valenza , autore che definirei poliedrico, visto che i suoi lavori non si possono classificare in un solo genere.
Iniziamo subito con l'intervista:
1- Ciao Gabriele, io ho avuto il piacere di leggere tutti i tuoi libri, da "Gli osservatori" fino a "Il gioco delle classi" , e si nota benissimo il crescendo che c'è stato tra il primo testo e l'ultimo, volevo chiederti, quale lavoro c'è stato dietro questo miglioramento?
Credo che molto faccia la pratica. Io scrivo ogni giorno. Con Gli Osservatori ho utilizzato un narratore esterno alla storia, con L'isola bianca: 33°22'04.0”N, 112°16'10.0”W invece il narratore è il protagonista, Duncan, ma è una narrazione al passato. Infine nel Il gioco delle classi il narratore è il protagonista ma la narrazione è al presente. L'evoluzione è una semplice sperimentazione. Volevo capire in quale fra questi differenti modi di raccontare mi sarei trovato meglio in futuro. Il mio allenamento consiste nello scrivere sempre, leggere sempre e sempre autori diversi e... ma sì, lo dico: fare le parole crociate!! :D
Ecco che riusciamo a scovare una piccola curiosità su di te, sei un fan delle parole crociate :p hahaha
2- Adesso dimmi, che tipo di scrittore sei? Diciamo se sei uno scrittore metodico ed organizzato o se sei uno di quelli istintivi, che seguono dove li porta man mano la storia?
Sono entrambe le cose. Parto sempre da un'idea generale e poi vado di estro, se così si può dire. In realtà confido molto nei personaggi che creo, a un certo punto sono loro a dirmi che piega prenderà la storia. Io ho solo chiaro l'inizio e la fine, anche se quest'ultima non è mai esattamente uguale a come l'avevo pensata. Posso dire comunque che quando faccio uno schema mi viene molto più semplice scrivere. Direi però che sono più istintivo.
3- Ho notato leggendo tutti i tuoi libri, che non ti sei soffermato solamente su un genere, e che quindi non ti si può catalogare in un determinato settore, come mai questa scelta? Pensi un giorno di soffermarti su un solo genere?
Come ho detto, mi piace sperimentare. Cambiare genere mi offre nuovi stimoli e mi permette di sondare i miei limiti. Non credo che mi soffermerò mai su solo genere. Continuerò ad alternarli, tutti o quasi, perché ognuno mi offre la possibilità di raccontare qualcosa di diverso in contesti diversi. E io ho molta fantasia da sfogare, :D
Un pochino ho avuto modo di conoscerti, quindi, immaginavo che non avresti voluto farti etichettate con un solo genere e credo sia la scelta giusta, avendo te una grandissima fantasia. :D
4-Personalmente, conosco Gabriele Valenza come autore, invece ti chiedo, chi è Gabriele "persona"? Descriviti brevemente, con le tue passioni e i tuoi interessi, oltre la scrittura.
Lasciamo un po' di mistero. Una cosa posso dirla, sono riservatissimo.(risata) So che volevi che rispondessi a questa domanda, ma non ci sono riuscito!!
Adesso miei cari lettori, vi faccio fare due risate hahah forse rischio di essere ammazzata da Gabriele hahah ma io ve lo faccio vedere comunque :p
eccovi svelato perché non mi ha voluto rispondere alla domanda N4, haha anche dopo le mie mille pressioni hahah gli si "bloccano le dita" quando deve parlare di lui, ma viaggiano come un treno quando deve inventare nuove storie :D
5-Nei tuoi libri, spesso porti alla luce, il lato negativo della società, ed i tuoi personaggi, non sono molto simpatici, anzi, come il protagonista del libro "Il gioco delle classi" ti fa proprio innervosire, come mai questa scelta, riguardo il lato negativo della società e degli esseri umani??
Il gioco delle classi è una critica sociale, quindi ho voluto enfatizzare il carattere di Cedric, il potere che deriva dai soldi. Cedric credo sia davvero il personaggio più stronzo che abbia mai creato. In realtà anche se al momento non puoi saperlo c'è stata un'inversione di tendenza. In parole di pioggia il messaggio è molto positivo ma anche in altre cose che ho scritto ma di cui al momento non posso parlare. Fondamentalmente mi piace mettere in luce il peggio di noi in modo che il lettore si ponga delle domande, magari confondere la sua moralità.
Confermo che Cedric è il personaggio più odioso che tu abbia inventato, è stato quello che è riuscito proprio a farmi arrabbiare con tutta me stessa hahah.
6- Dove prendi le ispirazioni per i tuoi personaggi, per le ambientazioni ma anche per la storia in se?
L'ispirazione arriva sempre da un'esigenza di raccontare qualcosa. Ma non so dirti da dove esattamente arrivi, per Gli osservatori stavo camminando in un centro commerciale e all'improvviso ebbi l'idea. Per l'isola bianca volevo semplicemente raccontare la solitudine, il post apocalittico è perfetto per questo. Per le ambientazioni invece mi piace molto scegliere luoghi in cui probabilmente non andrò mai, a parte Londra per Candice, perché non sono un gran viaggiatore. Così posso studiare un po' quei luoghi lontani e visitarli con l'immaginazione.